🏛️ Compliance nell’Infrastruttura Fintech: Segregazione degli Asset e Regimi Antiriciclaggio
Il possesso di un valido provvedimento autorizzativo quale Istituto di Pagamento o Istituto di Moneta Elettronica apre l’accesso ai circuiti finanziari europei. Tuttavia, il ciclo di vita operativo di un IP o di un IMEL attivo è soggetto a un continuo monitoraggio prudenziale. Nel quadro della PSD2, la priorità regolamentare si sposta dalla valutazione d’accesso al mantenimento della stabilità strutturale, imponendo agli operatori fintech di isolare il sistema finanziario dall’insolvenza aziendale e dai flussi transazionali illeciti.
Il mantenimento della validità della licenza operativa richiede l’implementazione di rigide metodologie di segregazione/tutela dei fondi (safeguarding) e di controlli antiriciclaggio (AML).
L’Imperativo della Segregazione: La Tutela dei Fondi dei Clienti
L’Articolo 10 della PSD2 stabilisce un preciso obbligo di legge relativo alla protezione dei fondi degli utenti. Sia gli IP che gli IMEL sono tenuti per legge a isolare i depositi della clientela dal patrimonio sociale dell’istituto.
Le entità fintech devono adempiere a questo mandato attraverso uno di questi due metodi principali:
- Il Metodo della Segregazione: Tutti i fondi ricevuti dagli utenti dei servizi di pagamento o dai detentori di moneta elettronica devono essere depositati in un conto dedicato e segregato aperto presso un istituto di credito autorizzato, oppure investiti in asset sicuri, liquidi e a basso rischio riconosciuti dalle autorità di vigilanza. Tali fondi devono essere legalmente schermati dalle pretese dei creditori chirografari dell’istituto, impedendone il sequestro o il pignoramento in caso di fallimento.
- Il Metodo Assicurativo: I fondi possono essere coperti da una polizza assicurativa o da una garanzia equivalente prestata da una compagnia di assicurazioni o da un istituto di credito autorizzato, garantendo che gli utenti siano pienamente rimborsati qualora l’IP o l’IMEL affronti uno stato di insolvenza.
Contestualmente, gli istituti devono mantenere un calcolo costante dei Fondi Propri basato su distinte metodologie matematiche (Metodo A, B o C della PSD2), assicurando che il loro capitale regolamentare si adegui proporzionalmente al volume delle transazioni e ai saldi di moneta elettronica in circolazione.
Le Difese Fondamentali: AML/CTF e Sorveglianza delle Transazioni
Operare come istituto finanziario autorizzato vincola l’IP o l’IMEL all’intero spettro delle Direttive Antiriciclaggio dell’Unione Europea. Il quadro di compliance deve prevedere un’architettura completa di contrasto al riciclaggio di denaro (AML) e al finanziamento del terrorismo (CTF), vigilata da un Responsabile delle Segnalazioni Antiriciclaggio (MLRO).
L’istituto deve implementare interfacce automatizzate per il monitoraggio delle transazioni in grado di rilevare picchi anomali di frequenza, instradamenti geografici sospetti o transazioni frazionate strutturate per eludere le soglie di segnalazione. Inoltre, le procedure di verifica Know Your Customer (KYC) e Know Your Business (KYB) devono eseguire un rigoroso screening del titolare effettivo (UBO) rispetto alle liste delle sanzioni internazionali.
Conclusione
Documentare tali valutazioni del rischio e mantenere traccia dettagliata dei registri di audit per ogni registro delle transazioni costituisce la linea difensiva primaria richiesta durante le ispezioni regolamentari di routine.
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